SLIDING DOORS – Attraverso gli Occhi di una 19enne

ottobre 1, 2018 0 Di Giulietta

Spesso mi domando quali scelte mi hanno portato ad essere la Persona che sono oggi; sicuramente ripensando ad ogni Sliding Doors davanti alla quale mi sono trovata nella vita un momento decisivo è stato il passaggio da essere una studentessa liceale a quello di Donna…ma quando si cambia? è così schematico il passaggio? credo che non si possa delineare in modo netto ma se ripenso al periodo post maturità qualcosa è accaduto e per questo ho chiesto ad una Giovane Donna di 19 anni di raccontarmi il suo sentire di oggi. Vi invito e consiglio così di leggere questo articolo di Laura Cesati

Buona Lettura!

“19 anni vuol dire appartenere a quella categoria che, chi con ammirazione, chi con semi disprezzo chiama “i giovani”. Vuol dire primo voto, primo passo fuori dalla scuola e ingresso nel mondo non più protetto dalle mure del nostro liceo. Vuol dire domande, per lo più scomode, scontate, disinteressate:” cosa fai nella vita?” E seguenti risposte “vado all’università…va tutto bene…” Oppure,più raramente, “penso, leggo, lavoro per avere qualcosa di solo mio, litigo con i miei, metto in discussione quello che mi circonda”. E cosa ci circonda? Siamo immersi in un “late capitalism” a detta dei giornali: bruttura contemporanea, un inquietante revival del consumismo fine a se stesso, della discriminazione vestisti di un abulico ed egoistico disinteresse.

Circondati da un diffuso sentimento di paura verso il diverso, un sentirsi forti con i deboli, proprietari di qualcosa che ci è stato dato senza merito, ci aggiriamo noi 19venni chi deluso e spento, chi invece interessato e combattivo. Chi si aggira, cerca qualcosa e noi cosa cerchiamo? Un riferimento adulto, qualcuno che davvero sia più maturo di noi, il vero maestro che un giorno farà un passo indietro per lasciarci crescere. Abbiamo bisogno di lui, davvero. E quindi chiedo a voi lettori , usando le parole dello scrittore americano Kurt Vonnegut “Quanti di voi hanno avuto un insegnante, in qualunque grado di istruzione, che vi ha resi più entusiasti di essere al mondo, di quanto credevate possibile fino a quel momento?

Alzate le mani per favore.

Abbassatele di nuovo e dite il nome di quell’insegnante a un vostro vicino, e spiegategli che cosa ha fatto per voi.

Ci siamo?

Cosa c’è di più bello di questo? “.

Io mi sono posta la stessa domanda ho trovato tanti “insegnanti” , chi mi ha fatto sorridere, chi mi ha dato forza. Talvolta possiamo dimenticarci di loro, cadendo nel medesimo disincanto che ci circonda, nell’inganno di appartenere davvero a un’altra generazione, mentre stiamo vivendo tutti lo stesso arco di vita :sono il custode, la tua professoressa di greco, il maestro di nuoto o l’insegnante in palestra, gli amici, i conoscenti”